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Forza Idillio
Il kolkhoz dei blogger
 
18/02/2005 17:41


E se tornassimo. o Lider,
a interrogarci
sul nostro modo di porci?
 

declamato da gonio alle 18/02/2005 17:41 | commenti (4)
[Richiamato dal grido di dolore che echeggia tutt'attorno al Palazzo, il Primo Ciambellano si riporta verso la magione del Liderillo e del fu Gran ConsIllio. A fatica riesce ad aprire il portone d'ingresso, i cui cardini cigolano e si sbriciolano per via della ruggine. Il suo passo felpato lascia lievi orme sulla patina di polvere che ricopre i pavimenti. Una volta raggiunto il grande salone delle feste, guarda il trono dal quale il Liderillo cadde più e più volte - e sempre senza danno. Fissa il vuoto del sedile, ed estrae da una tasca interna una bottiglietta di Talisker. E' piena.]
declamato da Squonk alle 18/02/2005 16:45 | commenti
15/02/2005 00:53
Ehm...

[si aggira per il salone deserto e in stato di completo abbandono. quando capita vicino a un mucchio di foglie o a un piccolo detrito, lo punta, prende un po' di rincorsa e calcia mimando il gesto dei centravanti e mirando alle porte lontane della sala, da cui pendono le ante mezzo divelte. parla tra sé e sé]

"Certo che è proprio pieno di intelligenti qui in giro. Dappertutto, non si salva nessuno. Intelligenti ovunque. Si capisce bene che non avevo tutti i torti a essere stupido. Purtroppo non mi hanno capito. O sì?"

[resta interdetto un secondo, poi sghignazza, ridacchia. scorge quello che sembra un cumulo di detriti, lo prende di mira, sferra un calcio e rimbalza indietro dopo aver colpito in pieno col piede una grossa pietra nascosta dalle foglie. non trattiene un urlo di dolore che eccheggia a lungo nella sala, anche quando lui se n'è andato da un pezzo]
declamato da b.georg alle 15/02/2005 00:53 | commenti (3)
07/04/2004 17:55
[Una lacrima cade dal nulla, e si stende fino a coprire anche i più remoti angoli del regno. Si leva un lieve profumo di whisky torbato]
declamato da Squonk alle 07/04/2004 17:55 | commenti (6)
28/01/2004 12:29

Devoluzione

 

Panoramica sul castello e i giardini imperiali. Il palazzo è un rudere, per metà sbrecciato e cadente, per metà ricoperto di piante e fogliame fin sulle torrette più alte. I giardini in stile brianzolo sono una selva: alti fusti emergono da una intricata massa di piante di ogni tipo, tra cui spiccano lussureggianti e gigantesche foglie tropicali e strani funghi colorati di abnormi dimensioni. A meta' di una possente pianta di sicomoro, si intravede una capanna sospesa, dalla cui base pende una scaletta di corda.

 

(Emerge dal fitto fogliame. Abbigliato con pelli di pecora, calza due enormi pantofole di pelo. In testa un copricapo conico di giunco intrecciato, da cui spunta un pennacchio. Regge una enorme clava di fango pressato. Intorno ai suoi piedi zampetta uno strano animale che parrebbe… sì… sembrerebbe una specie… un incrocio tra una trota e… ecco, una specie di assurdo incrocio tra una trota e un formichiere! Ma non ci credo! Ma no. Ma dai. Lasciamo perdere. Questo posto ha già mostrato troppe stranezze per i miei gusti. Io me ne vado. Non ci volevo nemmeno tornare. Ebbasta. Se volete vedere come prosegue cavatevela da soli).

 

Entra il narratore sostituto: 1,52 per 84 kg, voce stridula simil-puntina che sfrega sul disco in vinile di Singapore de I Nuovi Angeli anno 1972, tutù rosa, baffi. E’ donna.

 

(L’uomo emerso dal fogliame cammina lentamente fino al centro del cortile imperiale trasformato in radura. Si ferma. Fissa un istante il cielo. Alza le mani, come ad accogliere l’illuminazione. Sta per profetizzare. Il formitrota lo fissa dabbasso. Poi fissa il suo piede pantofolato di pelo. E improvvisamente quella piccola schifezza rincagnita scatta in un raptus bulimico e addenta l’uomo vigorosamente al malleolo! L’uomo caccia un urlo, salta in aria, rotea la clava di fango e si assesta una virile e violentissima mazzata sulla caviglia, furbescamente scansata dal vile e deforme grumo animalesco. Folgorato, l’uomo cade a terra in preda a rantoli, annaspa alcuni secondi, e poi sprofonda in un sonno profondo)

 

(il sogno del lider.

Improvvisamente scivolo di culo per un tunnel di fango irto di sgradevoli spuntoni marmorei. Espulso da un buco precipito in una vasca, dentro una grotta e vado a sbattere contro una boa di segnalazione, marmorea. Da un lato della grotta un’orchestrina suona una versione milonga di Donna Felicità, de I Nuovi Angeli, anno 1972. La cantante è chiaramente eschimese. Ai tavolini la solita gente, i soliti discorsi, il solito tran tran del giovedì sera. Mai una volta che succeda qualcosa, che palle! Mi siedo a un tavolo con coppia di assicuratori di Cantù. Lui è un alieno, lei è uscita un attimo ma dovrebbe tornare subito, poi non la vedremo fino all’ultima puntata. Ordino al cameriere di dividersi in due squadre e iniziare il pattugliamento con la copertura degli elicotteri, ma quello reagisce sgarbatamente e dice che è finito il tempo degli ordini, siamo in democrazia che diamine. Ripiego su due Zabov che tracanno uno dietro l’altro, o uno in fianco all’altro. Sono stanco di questo andazzo, mi sento oppresso, il caldo è soffocante malgrado la cantante eschimese si dia alla pesca del merluzzo, allora simulo una presa di posizione estrema ma senza esito concreto, e mi riesce splendidamente. Il prete mi sussurra all’orecchio, che peraltro il prete non era previsto, ma dice che il testo della canzone è stato cambiato, in ossequio alla norma vigente. Lo ossequio e ascolto con più intensità, ma non riesco a vedere alcun testo e nemmeno alcuna norma. Lui mi passa i suoi occhiali e appena li calzo vengo travolto da una sequenza di vocali e consonanti dai colori al neon che ruota come uno screen saver di windows 3.1, componendo un’unica parola rotante: “AscoliPiceno”. Tutto attaccato. Sento che ho già vissuto tutto questo e mi ricordo quando: era una gita con l’oratorio alla piscina con scivoli di Cinghiate sul Membro, pioveva e nel salire sul pulmann diedi inavvertitamente un calcio a tutta suola sui denti alla mia amica Adelina, procurandole varie fratture scomposte giudicate guaribili in 30-60 giorni, tenere al riparo dall’umidità, possibilmente in ambiente chiuso. Riporre dopo l’uso fuori dalla portata dei bambini. E’ un presidio medico-chirurgico. Ho una leggera nausea, tento di togliere gli occhiali, ma l’alieno e il prete mi bloccano le mani mentre l‘eschimese, che è chiaramente uomo, accenna a due passi di aerobica. Il pretaccio recita frasi sconnesse in sardo di Alghero sostenendo trattarsi delle tavole della legge. Io tento di liberarmi anche perché si è fatto tardi, la compagnia è bella ma domani ho un congresso di ittologia a Varzi. Le visioni si fanno sempre più fitte, ho le fitte, anche la nausea, forse lo Zabov è andato a male, mi gira tutto, scivolo, cado a terra, rimbalzo il capo su un gradino marmoreo e piombo in un sonno profondo).

 

declamato da b.georg alle 28/01/2004 12:29 | commenti (8)
03/10/2003 23:17

(ingloriosa) Fine

 

(Una - piccola - torma di energumeni e energumenesse passa nei giardini reali, brandendo forconi, pale, bastoni, penne a sfera e bacchette cinesi da pietanza. Rincorrono il Lider-pastorello, visibilmente stupefatto, che fugge cercando con lo sguardo un aiuto, una risposta, o anche solo un lanciafiamme. La pecora e la trota salmonata lo inseguono piuttosto svogliatamente. La folla ululante:)

 

Dagli al grassatore, facciamolo secco, mandiamolo al confino! Basta con gli affamatori di accessi! Libera repubblica dei post! A morte i manierismi e i birignao! 1000 accessi per tutti! Potere a noi! A noi! A NOI!

 

 

 

(Sipario)

 

declamato da b.georg alle 03/10/2003 23:17 | commenti (11)
26/09/2003 08:51

Risvegli (tipo il film)

Cielo: quanto son rimasto svenuto? Grazie, Miss Riccio, le sue amorose cure mi sono come un balsamo.

Ho sognato di essere uscito prima a bere un aperitivo e poi a cena con quasi tutto il Kolkhoz, in una fumosa pizzeria di un paesetto lontano. Mancavano, ingiustificatamente (ma sassamente presente) Herr Effe, anche tutte le ancelle di corte (abbiamo pianto tutti a lungo per l'assenza).

Cielo: devo smetterla con i succi di frutta tropicali. Squonk: il Talisker è finito?

(risviene fragorosamente risbattendo ancor più forte la testa).

declamato da spiritum alle 26/09/2003 08:51 | commenti (8)
23/09/2003 08:30
Cattivi pensieri
[Appunto vergato sull'agenda in puro papiro egiziano del Primo Ciambellano]
La nazione è allo sbando. Quasi quasi preparo un colpo di stato. Talisker per tutti.


declamato da Squonk alle 23/09/2003 08:30 | commenti (14)
22/09/2003 17:43

Un'apparizione

(Vestito da pastorello, con una pecora che gli bruca un alluce, zufolo che spunta dalla tasca, sguardo totalmente ebete, fili di paglia che svolazzano, circonfuso di tenue luce. Varca la soglia del Palazzo delle Quattro Stagioni. Al suo passaggio, ma solo sulle sue impronte, il marmo dei pavimenti imperiali si trasforma in un tenero praticello, con fiori, grilli e un ruscelletto. Una trota salmonata tenta di saltare da un'orma all'altra ma sbaglia mira e finisce sul marmo, dove si dibatte rumorosamente.)

"Ohhh… ma che meraviglia… Che casa grandissima… Chissà quante mucche ci stanno qua dentro… Ohhh…

(Una piccola bolla fa capolino sul suo naso. Entra il Colonnello dall'altro lato del corridoio. Lui lo apostrofa)

Mi scusi, è permesso? Era aperto… Mi son perso, ma qui dove siamo?

(Il Colonnello lo vede, strabuzza gli occhi e poi sviene fragorosamente, in un turbinio di vesti e paramenti)

declamato da b.georg alle 22/09/2003 17:43 | commenti (9)
19/09/2003 09:58
Dal quotidiano La Noce di Riccione

(Nel giardino presidenziale, all’ombra delle fresche verzure, il Cancelliere si intrattiene con due noti giornalisti della stampa britannica. La bottiglia di Talisker è ormai vuota. La Croce di Ferro pende sguaiatamente dall’uniforme stazzonata del Cancelliere)

Cancelliere: But non è che poi me la ritrovo sui giornali, questa chiacchierata?
Giornalisti: Ué, Cancellié, ma che ddite? State in una botte di ferro.
Cancelliere: Ah, molto well. Ecco, come vi dicevo, il Lider era un caudillio benevolo, in fondo, non quell’orco che alcuni hanno dipinto.
Giornalisti: Epperò ‘o popolo diciva che si mangiava ‘è criature e le steggiste
Cancelliere: Uh, ancora with questa storia. Mangiarli, addirittura… Una ciucciatina ogni tanto, ecco tutto.
Giornalisti: Però non teniva ‘o core tenero, con l’avversario.
Cancelliere: But no, but no, era molto democratico. A parte quella volta in cui disse che quelli di Quintostato erano antropologicamente diversi dalla razza dei blogger.
Giornalisti: Vabbuò, ma le armi chimiche le teniva, è ‘o vero?
Cancelliere: Not at all! Posso assicurare che la bolla al naso non era, ripeto, NON ERA un’arma di distruzione di massa.
Giornalisti: Ma allora a voi vi piaceva, ‘o guaglione?
Cancelliere: Of certo, era un benefattore. Oh, però silence su tutto questo, intesi?
Giornalisti: Comme no. Stateve bbuono, Cancelliè
Cancelliere: Ah, perdonate, giusto una question
Giornalisti: Dite, dite pure.
Cancelliere: Ma voi siete inglesi autentici, sì?
Giornalisti: Veraci, dottò. Veraci.
declamato da Effe alle 19/09/2003 09:58 | commenti (18)
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